Ho aperto il conto N26…

Prima di tutto bisogna chiarire un punto: avere un conto corrente all’estero non configura alcun tipo di reato, anzi, molti investitori la considerano una strategia saggia di diversificazione e di protezione del patrimonio. Quindi, ben venga l’N26.

Cos’è N26?

N26 è una web bank con sede a Berlino in Germania che offre servizi nell’Eurozona. Offre conti correnti veri e propri con IBAN tedesco (l’IBAN quindi, invece che IT…, sarà DE…) e dotati di debit card della Mastercard. L’operatività è completamente online tramite un’APP da installare sullo smartphone presente sia per il sistema Android che per IOs. Essendo una banca europea autorizzata, da direttiva UE, anche N26 ha la garanzia sui suoi conti correnti fino a 100mila euro. In più, visto che è una web bank, N26 investe risorse in un programma chiamato Bug Bounty che premia chi riesce a trovare un bug nel sistema di sicurezza della banca e lo comunica alla banca stessa. Insomma, dal punto di vista della sicurezza dei nostri soldi, direi che non abbiamo nulla da temere da nessun punto di vista.

Cosa offre N26?

In pratica offre 3 tipi di conto, tutti non remunerati: il base, chiamato semplicemente N26, il black ed il metal. Il base è completamente a costo zero. Oltre al conto, da’ una debit card della Mastercard con la quale si può prelevare dai bancomat in Italia e all’estero e pagare nei negozi a zero commissioni, verrà invece applicato l’1,7% sui prelievi in valuta, ma senza costi di conversione.

Il black ha un costo mensile di 9,90 euro ed il metal di 16,90. In più del base hanno la possibilità di prelevare gratuitamente in tutto il mondo, un’assicurazione sui viaggi ed il metal ha anche un customer care dedicato.

Alle versioni per consumatore privato, la banca N26 ha affiancato anche quelle per freelance o liberi professionisti, che si diversificano fondamentalmente solo per il fatto di avere il cashback del 0,1% su tutte le spese effettuate con la Mastercard in dotazione.

Inoltre, per tutti i conti, sia private che business, una volta versati dei soldi e creata un minimo di history, esiste la possibilità di aprire un fido. Infine, grazie ad una convenzione con Transferwise, tramite conto N26 è possibile bonificare soldi in 19 valute diverse al tasso di cambio dell’esatto momento in uno o due giorni lavorativi a circa un sesto del costo tipico di una normale banca. 

Come funziona N26?

Beh, prima di tutto vorrei subito sottolineare che N26 funziona molto bene, quasi esageratamente bene e vi spiego perché.

Decido di aprire un conto N26, quello base che tanto se poi voglio il black o il metal posso fare l’upgrade, un sabato sera intorno alle 22e30 (gran vita sociale, eh?!). Inizio la procedura online nel pieno della notte tra sabato e domenica.

Faccio tutto quello che mi richiedono. Cioè, mi limito ad inserire le mie info personali ed inviare le foto dei miei documenti con la loro APP. Insomma, una decina di minuti tutto compreso.

Bene, domenica pomeriggio sul tardi ricevo una mail con la comunicazione che il mio nuovo iban era stato attivato… cioè, mi hanno attivato un iban perfettamente funzionante in mezza giornata, totalmente via web, tra la notte del sabato ed il pomeriggio della domenica??! Fantascienza.

Ma non è finita. Non contenti dell’exploit del weekend, mercoledì mattina mi vedo recapitare un bustone cartonato rigido con al suo interno la Mastercard. A quel punto ho pensato di dover aspettare un’altra consegna per avere il PIN… beh, altra sorpresa, la Mastercard si attiva direttamente dall’APP ed il PIN lo scegliamo noi. Insomma, da sabato notte a mercoledì mattina per aprire un conto corrente in Germania. E sono già completamente operativo (ho fatto un bonifico Fineco-N26 per verificarlo ed è andato a buon fine).

Devo dichiararlo?

Prima di tutto bisogna chiarire un punto: avere un conto corrente all’estero non configura alcun tipo di reato, anzi, molti investitori la considerano una strategia saggia di diversificazione e di protezione del patrimonio. L’importante però, è dichiararlo al Fisco. O meglio, questo va fatto soltanto se la giacenza media del conto estero nell’arco dell’anno ha raggiunto o superato i 5mila euro, oppure se anche per pochissimo tempo, ma il saldo del nostro conto è stato superiore a 15mila euro. In questi due casi, il conto va dichiarato nel modello UNICO PF nel quadro RW per due semplici motivi:

  1. Giacenza maggiore di 5mila? Devi pagare l’IVAFE, una simpatica tassa sui conti correnti pari a 34,20 euro all’anno;
  2. Saldo superiore a 15mila? Se la giacenza non raggiunge comunque i 5mila, non devi pagare alcuna tassa, ma devi comunque comunicare al Fisco l’esistenza del conto e dei soldi; se invece oltre al saldo oltre i 15mila, la giacenza è superiore ai 5mila, beh, torna in campo l’IVAFE del punto 1.

Quindi, nessuna paura: chi vuole aprire il conto può farlo tranquillamente, basta rispettare queste semplici previsioni di legge e non si incorrerà in alcun problema con il Fisco. Anzi, ultimamente, ci sono state un paio di sentenze delle Commissioni tributarie regionali di Trentino e Veneto dove si afferma che se non si percepisce alcun guadagno sotto qualsivoglia forma dai soldi sul conto corrente estero, il conto stesso non va comunicato al Fisco. Personalmente, visto che non ho nulla da nascondere, a scanso di equivoci e di problemi con l’Agenzia delle Entrate, preferisco comunque comunicare l’esistenza del conto e dormire sonni tranquilli.

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